MARthing 

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Tratto da "Un'altra solitudine" di Simona Vinci

Ottobre 2009 "Ho sempre pensato che quando si sta troppo vicini, l'altro perda appunto la sua alterità, come se si trasformasse in un oggetto, un mobile, una funzione. Come una bellissima poltrona rossa acquistata con entusiasmo e che dopo due mesi diventa parte  integrante dell'arredamento, tanto da non prestarle più la minima attenzione. Si usa, certo, si sa che è lì, ma non è più al centro dei nostri pensieri. Qualcuno potrebbe obiettare che un essere umano non è un poltrona, si muove, parla, respira, ma non mi convincerebbe fino in fondo. Io ho sempre avuto bisogno della distanza, di un spazio fisico e temporale che mi separasse dagli altri. In quello spazio ritrovavo  e ritrovo il mio ritmo, la mia andatura. Recupero forze, energia, desiderio e dopo,  l'incontro con l'altro, qualunque altro, ha di nuovo l'incanto di una prima volta."

"In rete si ha la sensazione di essere sempre in compagnia, circondati dal calore di frasi digitate che si accendono come led sullo schermo e pulsano proprio per noi, solo per noi. Però, basta spegnere il computer e quelle presenze svaniscono. Siamo di nuovo soli, e forse della nostra solitudine non sappiamo che farcene, non sappiamo di quali presenze potremmo riempirla, e ne abbiamo paura."

" Perché essere soli è stare alla presenza di se stessi. Per qualcuno può essere un'esperienza meravigliosa, per qualcun altro forse, un incubo. A qualcuno basta un giorno, o una settimana, a qualcuno servono mesi, forse anni. A qualcun altro è sufficiente un solo istante per essere colto dallo sgomento. Ma non avercelo proprio mai, questo bisogno, nel corso della vita, a me pare sospetto: come fidarsi di chi non si fida di se stesso? Perché avere paura della solitudine vuol dire avere paura di quello sconosciuto che si cela dietro il nostro stesso volto. E, come ammonivano i greci antichi, regola numero uno: conosci tè stesso.  Se non fai questo, come potrai poi conoscere davvero qualcun altro? E se è vero che conosciamo noi stessi nel rapporto con gli altri, nella relazione, è vero anche nella solitudine affiniamo lo sguardo, lo alleniamo alla profondità, come una scuola di apnea per imparare a respirare meglio"

Allora buona solitudine...