L'Abbazia di San Fruttuoso


Luglio 2009

La dedica del monastero al martire cristiano di San Fruttuoso e ai suoi diaconi Augurio e Eulogio affonda le radici tra storia e leggenda: il vescovo Fruttuoso subì il martirio a Tarragona, in Spagna nel 259 d.c. e non si sa esattamente come i resti siano giunti a Capodimonte, dove tuttora riposano.
La tradizione vuole che sia stato lo stesso martire Fruttuoso a indicare il luogo in cui trasferire i suoi resti, apparendo in sogno ad alcuni suoi discepoli. 
Il primo documento noto riguardante il Monastero di San Fruttuoso di Capodimonte è del 984: nel nuovo millennio il complesso, rinato dopo le scorrerie dei saraceni, era costituito dalla chiesa, dominata dall'alta Torre Nolare, dal monastero che la affianca e dal piccolo chiostro contiguo. Nel 1200 l'Abbazia acquisì un piccolo impero territoriale ed è proprio in questo periodo che la sua storia si intreccia con quella della famiglia Doria: in cambio dei mezzi donati per ampliare il monastero, la famiglia Doria ottenne il diritto di seppellire i propri morti nella cripta attigua al chiostro inferiore. Nel 1300 incominciò il declino dell'Abbazia, minata dal non lontano monastero della Cervara, ma soprattutto dalle mutate condizioni politiche con l'affermarsi delle autonomie comunali, dalle liti religiose, dalle incursioni turco-barbaresche.

L'Abbazia è oggi del FAI, Fondo per l'ambiente italiano.
D'estate la profonda insenatura nella frastagliata costa è affollata di turisti che visitano l'Abbazia e fanno un bagno nello splendido mare.  Parlando con una vecchina che vendeva presine fatte da lei, ho saputo che d'inverno l'insenatura si trasforma. Qui vivono infatti, solo 4 persone e un aliscafo viene una volta al giorno quando il mare lo consente, per i viveri e le prime necessità.




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